Descrizione
Operazione Batiscafo Trieste
alla presenza del regista Massimiliano Finazzer Flory, avverrà la proiezione del docufilm “Operazione Batiscafo Trieste”, prodotto in collaborazione con Rai Cinema.
Il 23 gennaio 1960 il batiscafo Trieste, progettato dallo svizzero Auguste Piccard e pilotato dal figlio Jacques Piccard, compie un’impresa destinata ad entrare nella storia: raggiunge i 10.916 metri di profondità nella Fossa delle Marianne, stabilendo il record mondiale di immersione negli abissi oceanici. Quel mezzo, costruito in Italia rappresenta un simbolo di ingegno e cooperazione internazionale.
Ora, a sessantasei anni da quella discesa negli abissi è stato realizzato il docufilm “Operazione Batiscafo Trieste”, diretto da Massimiliano Finazzer Flory, che ricostruisce questa straordinaria avventura anche attraverso materiali d’archivio dell’Istituto Luce che vedono protagonisti Auguste Piccard e Jacques Piccard con testimonianze e un racconto cinematografico che unisce rigore storico e dimensione poetica.
Con la partecipazione straordinaria nel film di Bertrand Piccard e Marie Laure Piccard figli di Jacques, il film ripercorre la nascita del progetto, le sfide tecniche e il significato umano di un’impresa che conquistò il mondo, arrivando perfino sulla copertina di Life.
Il docufilm ha avuto una proiezione in anteprima a Roma con la presenza e gli applausi di S.E. l’Ambasciatore svizzero Roberto Balzaretti.
Grazie alla visione dell’inventore svizzero Auguste Piccard, pioniere dell’esplorazione del cielo e del mare, fu costruito nel 1953 in Italia (a Terni, Monfalcone e Castellammare di Stabia) con scopi puramente scientifici e pacifici, il Trieste, uno dei primi mezzi sottomarini in grado di raggiungere grandi profondità oceaniche.
L’obiettivo dello svizzero Piccard era esplorare le profondità marine, studiare l’ambiente sottomarino e sperimentare nuove tecnologie subacquee. Il Trieste raggiunse più di un record nel 1953 con l’immersione a 3.150 metri di profondità a sud dell’Isola di Ponza, nel Mar Tirreno.
Fu un’impresa straordinaria per l’epoca, tutta italiana e svizzera, e segnata da un forte spirito di esplorazione.
Negli anni successivi, il batiscafo venne ceduto alla US Navy americana, che in parte lo modificò per scopi legati alla ricerca militare.
Nel 1960, con a bordo lo svizzero Jacques Piccard (figlio di Auguste) e Don Walsh, il Trieste raggiunse la profondità record di 10.916 metri nella Fossa delle Marianne — il punto più profondo del pianeta terra. Un progetto nato dalla mente di Auguste Piccard, scienziato e inventore svizzero già noto per i suoi voli in pallone nella stratosfera. Mosso da una visione umanistica: conoscere l’ignoto per migliorare il mondo.
Aiutato in questo dal figlio Jacques Piccard che pilotò il Trieste sia nell’esplorazione del 1953 che in quella del 1960.
Auguste Piccard e Jacques Piccard vollero chiamarlo “Batiscafo Trieste” in omaggio diretto alle Istituzioni che li aveva sponsorizzati, in questo caso la città di Trieste per tramite dello studioso collezionista Prof. Diego de Henriquez che nel 1951 si prodigò tra i primi a realizzare quel grande sogno condiviso nella città adriatica.
Ancora oggi il batiscafo Trieste è il simbolo:
Della cooperazione tra scienza, industria e creatività
Dell’ingegno italiano e svizzero
Di una visione del mondo in cui la scoperta è un atto di pace in vista di un bene comune per tutta l’Umanità.
