Descrizione
SCHERZO, MALGRADO TUTTO
Presentazione
Scherzo, malgrado tutto è un atto teatrale sulla resistenza dell’attrice, sul corpo che ricorda, sulla memoria che si ribella all’oblio.
Un monologo polifonico, attraversato da presenze, voci, fantasmi del teatro e della vita, che prende forma in una notte sola: quella in cui una attrice di grande esperienza rimane chiusa in teatro dopo la sua serata d’onore.
Ubriaca, stanca, dimenticata, la protagonista si risveglia dietro le quinte, non c’è più nessuno. Il teatro è buio, la platea una cavità nera. È da questo vuoto che emergono i ricordi, le confessioni, le maschere. Il palcoscenico diventa una mente aperta, un luogo di evocazione in cui il tempo si spezza e i personaggi della storia teatrale – Čechov, Shakespeare, ma anche figure della vita privata e professionale – si mescolano senza gerarchia.
La protagonista attraversa ruoli, epoche, fallimenti e slanci: Nina, Ljuba, Irina, Amleto, Ariel, Prospero. Ma soprattutto attraversa se stessa. Attrice buffona e tragica, vittima e complice, giovane e vecchia, comica, desiderata e invisibile. Il testo intreccia la grande tradizione teatrale con una riflessione radicalmente contemporanea sul potere, sull’abuso, sulla marginalizzazione delle donne nel sistema culturale, sull’età come colpa professionale, sulla solitudine che segue il silenzio delle chiamate che non arrivano più.
Il teatro, che per una vita è stato rifugio e casa, si rivela anche come macchina divorante: luogo di amore assoluto e di perdita, di vocazione e sfruttamento. Eppure, malgrado tutto, resta l’unico spazio possibile di verità. L’unica stanza in cui può ridere di sé e di ciò che accade. Qui il corpo dell’attrice resiste, ricorda, ricrea. Qui l’arte non salva, ma permette di stare in piedi.
Scherzo, malgrado tutto è un atto d’amore feroce per il teatro e per chi lo attraversa senza protezioni. È un canto sulla fine delle illusioni e sulla persistenza del talento. Un testo che alterna ironia e disperazione, lucidità politica e vertigine emotiva, comicità volontaria e non, fino a un epilogo che chiede al pubblico applausi e soprattutto partecipazione.
